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Cosa mi ha lasciato il 2020

Ma che bell’anno di merda 💩!

L’anno peggiore della mia vita (finora, non c’è limite al peggio, diceva una mia professoressa) sta finalmente finendo.

Ma non poteva finire tranquillamente, no! infatti, come se la pandemia del secolo non fosse sufficiente, ecco arrivare il Mutante d’Oltremanica.

Secondo voi, c’è qualche minima briciola di questo anno che non sia da radere completamente al suolo?

Io ho trovato tre insegnamenti che terrò con me che volevo condividere con voi in questi ultimi giorni di venti venti. Eccoli:

Uno

La vita non aspetta che tu sia pronta per presentarti il conto.

Se siamo fortunate, 31025 è il numero di giorni che ci toccano in una vita media di 85 anni. Se ne eliminiamo il terzo passato a dormire, ne restano 20683.

Ventimila seicentoottantatre giorni. Sembrano tanti… io sono già quasi a metà.

Viviamo come se dovessimo vivere per sempre; usiamo il nostro tempo come fosse una merce infinita; buttiamo al vento i nostri giorni come fossero caramelle. Domani è un altro giorno… col cazzo!

Nessuno ci ridarà il tempo sprecato, se butti via questa giornata, è andata; per sempre. Non tornerà mai più.

La cosa bella è che capire se stiamo sprecando il nostro tempo è abbastanza facile, basta chiedersi: sono felice oggi?

Se la risposta è no, puoi fare finta di niente…oppure puoi chiederti cosa puoi fare che ti renda felice di avere vissuto questa giornata? Una semplice passeggiata, una visita ad un amico, oppure chiamare quella persona cara che non senti da un sacco di tempo? Magari sfondarsi di gelato davanti a un film di Natale…

Fai qualcosa oggi che ti faccia sorridere, che ti commuova, qualcosa che ti faccia amare questa giornata preziosa della tua vita. Perché oggi è tutto ciò che abbiamo, il domani non esiste, non esisterà mai, perché, una volta arrivato, sarà di nuovo oggi. E un giorno non arriverà più.

Fai qualcosa oggi, anche minima, che renda questa giornata accettabile

Due

Nessuno ci tratta con più durezza di noi stesse.

Siamo così abituate a dare sempre il meglio, il 200% in ogni cosa che facciamo, che, se per caso qualcosa non ci viene perfetta o, non sia mai, facciamo un errore, ecco che la nostra peggiore nemica comincia a trattarci male, a criticarci, a non darci un attimo di tregua: la nostra voce interiore, ovviamente.

Siamo oneste: tratteremmo mai così un’amica? Giudicheremmo aspramente tutte le sue inadeguatezze? Le daremmo dell’incapace?

Non credo. Sceglieremmo parole gentili, proveremmo a confortarla.

Eppure non usiamo la stessa compassione per noi stesse, e spesso ci rendiamo la vita impossibile. Ma chi di noi, soprattutto nel 2020, non ha mai avuto bisogno di incoraggiamento, di comprensione, o semplicemente di una parola gentile?

Immaginate se invece di essere così aggressive decidessimo di parlarci con gentilezza. Se cercassimo di alleviare le nostre sofferenze invece di rimuginare sui nostri errori. Avremmo un’amica sempre dalla nostra parte, pronta a difenderci e a spronarci a fare meglio la prossima volta.

Avremmo un’amica a dirci che no, non dobbiamo essere sempre forti, immuni alle circostanze della vita; che anche noi abbiamo il diritto ad una giornata storta in cui non siamo efficienti, non siamo perfette, abbiamo le occhiaie e fanculo il mondo.

Prenditi cura di te, ogni giorno, come se fossi la tua migliore amica

Tre

L’universo se ne frega

La vita continua e non gliene frega se sei arrabbiata, se non riesci ad accettare i cambiamenti che questo ultimo anno ci ha imposto.

Ci avete mai fatto caso a quante energie sprechiamo a chiederci perché è successo quello che è successo? A dirci ‘Non doveva andare così’.

Quanto soffriamo perché non riusciamo a lasciare andare il futuro che avevamo sognato ma che è diventato impossibile da realizzare?

Siamo spesso in guerra con la realtà. Ma questo non solo è perfettamente inutile, ha anche l’effetto di bloccarci. Non ci permette di vedere quali sono le cose che invece possiamo cambiare, quelle che possiamo migliorare.

Se non vogliamo buttare via la nostra vita non abbiamo altra scelta che accettare quello che è, o quello che non è. Accettare non significa smettere di soffrire per quello che ci è capitato; non significa vivere passivamente qualsiasi cosa ci accada.

Semplicemente, significa smettere di bruciare energie mentali e tempo rimuginando. Significa essere libere di lottare per quello che possiamo migliorare davvero, invece di rimanere schiave di un sogno che non esiste più. Perché

“Combattere i mulini a vento fa più male a te che ai mulini” [R. A. Heinlein].

Smettila di combattere la realtà


Queste le mie riflessioni di fine anno, e i miei propositi per l’anno nuovo:

  1. Fai qualcosa oggi, anche minima, che renda questa giornata meno orribile. Fallo tutti i giorni
  2. Prenditi cura di te, ogni giorno, come se fossi la tua migliore amica
  3. Smettila di combattere la realtà

Cosa ti ha insegnato il 2020?  Se ti va lasciami un messaggio!

3 pensieri riguardo “Cosa mi ha lasciato il 2020

  1. Ciao Francesca.

    1. Meglio soli che circondati da stronzi
    2. Non posso cambiare la realtà, ma posso cambiare me stesso e la mia situazione
    3. Il Covid fa schifo

    Per il resto, mi sento di condividere.

    A presto,
    Mauro

    Piace a 1 persona

    1. Ciao Mauro!
      verissimo! tutto condivisibile e mi piace soprattutto il tuo punto 2: cambiare se stessi è l’unica cosa che possiamo fare, ma è anche la cosa più potente! In fondo è vero: la vita è per il 10% quello che ti succede e per il 90% come tu reagisci!
      Grazie per la visita!

      Piace a 1 persona

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